Copertina
Autore Gabriela Bašková-Petková
Titolo Ginnastica con il mio bambino
EdizioneRed, Milano, 2007 , pag. 18, DVD, dim. 13x19x1,5 cm , Isbn 978-88-7447-546-9
LettoreSara Allodi, 2007
Classe salute , sport , bambini
PrimaPagina


al sito dell'editore


per l'acquisto su IBS.IT

per l'acquisto su BOL.IT

per l'acquisto su AMAZON.IT

 

| << |  <  |  >  | >> |

Indice


  7 Perché fare ginnastica con il proprio bambino

  7 Ginnastica come gioco
  8 L'importanza del gioco
  8 Un'occasione per stare insieme

 10 Gli esercizi


 10 Esercizi di riscaldamento

    Posizione di partenza per il controllo del corpo 11;
    Posizione a gambe divaricate 11;
    Il Tetto 11;
    Rotazione delle spalle 11;
    Il Soldato 11;
    Passo con battito 11;
    Passo laterale 12;
    Allungamento dei muscoli delle gambe 12.

 12 Esercizi principali

    Il Treno 12;
    Battere le mani 12;
    Il Pupazzo a molla 12;
    L'Automobile 12;
    L'Aeroplano 13;
    Le Forbici 13;
    Passo con battito 13;
    La Principessa 13;
    La Principessa salta con la corda 13;
    Il Principe 13;
    Il Drago 13;
    La Polka 14;
    Il Ballo della principessa 14;
    La Mucca 14;
    Il Gatto e il topo 14;
    Il Cane 14;
    Il Serpente 15;
    La Carpa 15;
    La Rana 15;
    L'Uccello 15;
    La Giraffa 15;
    La Scimmia 16;
    L'Elefante 16;
    Il Coniglio 16;
    L'Orso 16;
    Il Cavallo 16.

 17 Stretching e rilassamento finali

    Allungamento della coscia 17;
    L'Albero nel vento 17;
    Il Coccodrillo che dorme 17.

 

 

| << |  <  |  >  | >> |

Pagina 7

Perché fare ginnastica con il proprio bambino


Il bambino è un ginnasta nato. Rotola, si arrampica, fa capriole, riesce a mettersi il piede in testa, si inarca come se fosse fatto di gomma. Che bisogno c'è allora di fare ginnastica con lui? Innanzitutto per divertirsi e per mantenersi in forma. Poi, per aiutarlo a conservare il più a lungo possibile l'innata flessibilità e l'agilità del suo corpo.

Fare ginnastica con il proprio bambino va considerato un compito tanto importante quanto quello di insegnargli a parlare o di trasmettergli buone abitudini alimentari. Č un patrimonio che conserverà per tutta la vita.

Mentre per avviare il bambino allo sport si deve aspettare che sviluppi i suoi muscoli e la capacità di coordinare i movimenti, la ginnastica può iniziare dal primo vagito: il semplice fatto di fargli stringere il nostro dito è già un esercizio.


Ginnastica come gioco

Non si può pretendere né ci si augura che gli esercizi proposti siano eseguiti con la serietà di una parata militare. Il bambino è spontaneo, fantasioso, giocherellone: questi aspetti del suo carattere non vanno repressi, bensì valorizzati e incorniciati in un programma che tenda a sviluppare tutte le sue potenzialità fisiche e intellettive. Č stato infatti dimostrato che l'esercizio fisico associato al gioco stimola tutte le aree del cervello del bambino: non solo l'emisfero destro, sede della percezione delle immagini, delle intuizioni, dell'emotività e dell'affettività, ma anche quello sinistro, preposto allo sviluppo del linguaggio, al pensiero logico-matematico e razionale.

Ricerche sofisticate sono riuscite a dimostrare che il gioco aumenta del 25 per cento le sinapsi, i collegamenti fra i neuroni del cervello, indispensabili per lo sviluppo dell'intelligenza. Ed è stato riscontrato che mediamente il volume del cervello dei bambini che fin dalla più tenera infanzia hanno avuto la possibilità di interagire giocando con chi si prende cura di loro è più grande.


L'importanza del gioco

Supponiamo che dorma dodici ore, che impieghi due ore per mangiare e fare il bagnetto, ma nelle restanti dieci ore che cosa fa? Si annoia? Sta di fronte alla tv? Dieci ore da impiegare proprio nel periodo della vita in cui il suo cervello cresce a una velocità inimmaginabile ed ha una capacità di apprendimento che non sarà mai più eguagliata.

Bisogna allora impartirgli lezioni trasformandolo in un professorino ammaestrato? Sarebbe l'errore più grande perché inaridiremmo la sua fantasia prima ancora che possa fiorire.

Facciamolo giocare, raccomandano gli esperti. Fino alla soglia dell'adolescenza, il gioco è il modo più efficace per sviluppare tutte le sue potenzialità.

Scrive lo psicologo americano Charles E. Schaefer nel suo libro The Therapeutic Powers of Play (I poteri terapeutici del gioco): «Č attraverso il gioco che il bambino inizia a conoscere se stesso e a prendere coscienza delle sue emozioni. Poiché alla maggior parte dei bambini mancano le parole per descrivere i propri sentimenti, essi ricorrono al gioco come forma di comunicazione e come un modo di esprimere pienamente se stessi».


Un'occasione per stare insieme

Fare ginnastica con il proprio bambino è un modo piacevole di rafforzare e approfondire il legame che si ha con lui. In genere, quando vediamo che un bambino è triste o ha un problema, gli dedichiamo tutta la nostra attenzione. Ma se gli mostreremo interesse anche quando è di buonumore, ci ritroveremo con un bambino che, qualunque sia la sua età, non avrà bisogno di ricorrere a pianti o sceneggiate per attirare l'attenzione. Prendiamo quindi l'abitudine di dedicargli del tempo per fare qualcosa insieme, gratuitamente, perché capisca che conta, per esprimergli che siamo davvero felici di averlo con noi.

I giochi inaspettati sono quelli che più fanno piacere e stimolano a migliorare. I bambini percepiscono di essere amati e apprezzati senza condizioni né intenti educativi e nulla più di questo può rafforzarli in quello che gli psicologi chiamano 'senso di competenza'. Se dedicassimo spesso il nostro tempo a lui in esclusiva, saremmo stupefatti dai risultati che si ottengono. Inoltre, se ci sforzassimo di osservare una regolarità nel gioco della ginnastica, saremmo sorpresi nello scoprire quanto anche noi possiamo divertirci.

| << |  <  |