Copertina
Autore Chiara Continisio
Titolo la Biblioteca delle Meraviglie
Sottotitolo400 anni di Ambrosiana
EdizioneDe Agostini, Novara, 2010, , pag. 190, bilingue, ill., cop.fle., dim. 23,5x27,5x2 cm , Isbn 978-88-511-1508-1
CuratoreChiara Continisio, Maria Luisa Frosio, Elena Riva
LettoreAngela Razzini, 2011
Classe musei , libri , arte , religione , citta': Milano , collezionismo
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Indice


 10 Presentazione / Foreword
    Mons. Franco Buzzi

 14 Introduzione / Introduction
    Chiara Continisio, Maria Luisa Frosio, Elena Riva


 21 Opere / Works

 22 Plinio, Naturalis Historia

 30 Il Marziale autografo di Giovanni Boccaccio

 36 Il Virgilio Ambrosiano di Francesco Petrarca

 42 L'Iliade di Francesco Petrarca

 46 Tiziano Vecellio, Adorazione dei Magi

 52 'Amr bin Bahr al-Gāhiz, Kitāb al-Hayawān
     (Il Libro degli animali)

 60 Gregorio di Nazianzo, Omelie con scolii

 66 Jacopo Vesconte Maggiolo, Grande carta portolanica

 72 La Siro-esaplare

 76 Ilias picta

 84 Sandro Botticelli, Madonna col Bambino e tre angeli

 88 Luca Pacioli, De divina proportione

 94 Piero della Francesca, De prospectiva pingendi

 98 Bramantino (Bartolomeo Suardi), Madonna in trono
    con il Bambino tra sant Ambrogio e san Michele

104 Giuseppe Flavio, Antiquitates Iudaicae

108 La Bibbia di Ulfila

114 Aulo Gellio, Le notti attiche

118 Giovanni di Andrea, Commento alle Decretali

124 Giorgione (copia da), Paggio o Paride giovinetto

128 Seneca, Dialogi

136 Il sogno di Delfilo

142 Libro d'ore Borromeo

150 Canone muratoriano

154 Raffaello Sanzio, La Scuola d'Atene

162 Caravaggio (Michelangelo Merisi), Canestra di frutta

168 Pieter Paul Rubens, Disegni della scultura classica

176 Sala dei Fiamminghi

182 Federico Borromeo collezionista d'arte
    Federico Borromeo art collector


186 Bibliografia / Bibliography



 

 

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Pagina 15

Introduzione


L'immagine della Milano seicentesca è stata per molto tempo legata all'interpretazione di Alessandro Manzoni, il quale nei Promessi Sposi tratteggia una realtà dominata da bravi e avvocati azzeccagarbugli, con un'autorità politica spesso connivente con gli 'Innominati' di turno, ma prepotente con i deboli. Tuttavia, nel corso degli ultimi decenni, la ricerca ha notevolmente mutato tale cornice interpretativa, sebbene i frutti di questo lavoro storiografico fatichino ancora a trasformarsi in un patrimonio comune di conoscenze acquisite, soprattutto per un pubblico di non addetti ai lavori. Oggi, dunque, possiamo fare riferimento a una memoria differente, in cui l'età spagnola si evidenzia come epoca di grandi trasformazioni e di elevato dinamismo, ben lontana dalla cupa visione manzoniana, seppur inquadrata in uno scenario storico dai tratti molto complessi: le guerre di religione in Francia, la ribellione dei Paesi Bassi, gli scontri tra cattolici e protestanti nelle aree dell'Europa centrale e orientale, il conflitto con i Turchi, la supremazia della Spagna di Filippo II e Filippo III contrastata dall'Inghilterra sulla scena del teatro europeo.

In questo quadro si collocano la figura di Federico Borromeo e la Biblioteca Ambrosiana.

Il progetto federiciano viene probabilmente concepito negli anni del primo soggiorno romano, tra il 1586 e il 1595, quando il giovane Federico, a contatto con un milieu culturale ricco e prolifico, frequenta le biblioteche e le collezioni dei cardinali e degli aristocratici più avvertiti ai temi della cultura e dell'arte, e vede, oltre alla nuova splendida sede della Biblioteca Vaticana, voluta dal pontefice Sisto V, anche la collezione libraria di Angelo Rocca, destinata a costituire la Biblioteca Angelica. A questi modelli si aggiunge l'eco della fama della Biblioteca di San Lorenzo all'Escorial di Madrid, inaugurata da Filippo II nel 1584, e della Bodleian Library istituita a Oxford da sir Thomas Bodley nel 1602.

Tuttavia il disegno del cardinale Borromeo si precisa con il suo arrivo a Milano e l'assunzione della cattedra arcivescovile. Le responsabilità pastorali e di governo lo pongono in maniera concreta di fronte ad alcuni problemi. Da un lato, non è venuta meno l'esigenza di contenere la pressione della Riforma protestante e dell'espandersi dei culti riformati. Dall'altro, la minaccia dei Turchi, che spingono da sud-est verso il cuore dell'Europa cattolica, ripropone con rinnovato allarme l'esigenza di difendere il cristianesimo anche su questo fronte. Infine, i rapporti di Federico con le autorità civili spagnole sono piuttosto tesi, al punto che, tra il 1596 e il 1601, egli è di nuovo a Roma, per trovare una soluzione ai conflitti giurisdizionali attraverso la mediazione del pontefice.

Queste diverse tensioni, insieme con gli studi nei quali si impegna costantemente, convincono Federico della necessità di procedere a un profondo rinnovamento culturale, che consenta al cattolicesimo di parlare agli uomini con forza nuova e di proporsi dunque con maggior vigore come l'orizzonte di riferimento per la società: un orizzonte autorevole perché fondato su una Verità che, senza altra forza che quella del suo messaggio, conquista gli animi e li vincola al bene.

La Biblioteca Ambrosiana è lo strumento di questo rinnovamento, non solo un luogo di raccolta e custodia di libri ma un centro di studi e un laboratorio di ricerca. Nata da un atto di straordinaria generosità privata, dono di un grande principe, mecenate e uomo di cultura alla sua città, essa porta in sé ciò che Manzoni definisce "un intento di utilità perpetua [...] molto aldilà dell'idee e dell'abitudini comuni del tempo".

L'Ambrosiana, infatti, è dotata di una struttura del tutto all'avanguardia per lo spirito dell'epoca: il Collegio dei Dottori – che nasce e si sviluppa nella mente di Federico assieme al progetto della raccolta libraria – un gruppo di uomini che, senza preoccupazioni materiali, si dedica liberamente allo studio, ciascuno specializzandosi in una sola disciplina; la Congregazione dei Conservatori, preposta alla gestione economico-finanziaria dei beni che sostengono l'istituzione; il Collegio Trilingue, per lo studio dell'italiano, del latino e del greco; il Collegio degli Alunni, per coloro che devono prepararsi in altre lingue, soprattutto quelle orientali.

A partire dal 1601, la ricerca di libri e manoscritti si fa più incalzante e attenta, e si trasforma in una vera e propria politica di acquisti di straordinaria apertura culturale e geografica: Federico si avvale di un gruppo di uomini di eccezionale caratura intellettuale, che invia in tutta Europa e nel Mediterraneo alla ricerca di codici preziosi. L'Ambrosiana, concepita come una biblioteca generale, volta allo studio di tutte le scienze che compongono il sapere universale, dalla classicità greco-latina alla letteratura cristiana, dalla teologia alla filosofia, dalla linguistica al diritto e alla musica, dall'Occidente all'Oriente, dall'Antichità al Medioevo e al Rinascimento, finisce per diventare una raccolta di volumi che abbraccia quasi ogni branca dello scibile.

Inoltre, fin dal 1605 il cardinale Borromeo intende fondare un'Accademia del disegno, per lo studio della pittura, della scultura e dell'architettura, poi ufficialmente fondata solo nel 1620, mentre nel 1618 dona la sua straordinaria collezione d'arte al Museo Ambrosiano, oggi Pinacoteca Ambrosiana. Si uniscono così le due anime del progetto federiciano, come anche il percorso della mostra si propone di raccontare.

Finalmente l'8 dicembre 1609 la Biblioteca viene inaugurata alla presenza delle maggiori autorità civili ed ecclesiastiche. Il corteo uscito dal Palazzo arcivescovile giunge nel primo pomeriggio alla chiesa del Santo Sepolcro per la cerimonia solenne. In seguito, gli ospiti si recano nella Biblioteca, dove è lo stesso cardinal Federico a guidarli tra i tesori esposti per quell'occasione.

Dopo questa eccezionale giornata, l'Ambrosiana apre al pubblico e diventa subito meta di studiosi e visitatori da tutta Europa, i quali ne ammirano non solo la preziosità e l'abbondanza dei libri e dei manoscritti, ma anche l'importanza del fatto che vi si possa studiare con agio e assistenza qualificata.

Il risultato finale della grande operazione culturale di Federico Borromeo è una stupefacente raccolta di tesori meravigliosi che ha continuato a crescere nei secoli, per successive acquisizioni e donazioni, e che ancora oggi, dopo 400 anni da quel lontano dicembre 1609, è sotto gli occhi di tutti, e aspetta solo di essere scoperta dal grande pubblico che ancora non la conosce.

Il Comitato Nazionale per le Celebrazioni del IV Centenario dell'apertura della Biblioteca Ambrosiana, costituitosi ufficialmente nel 2009 sotto l'egida e il finanziamento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, intende celebrare questa straordinaria istituzione attraverso la mostra La Biblioteca delle Meraviglie, che si prefigge di trasmettere lo stesso senso di stupore che coglie chi apre uno scrigno pieno di oggetti preziosi.

Nelle sale della Pinacoteca, infatti, antichi codici e dipinti dialogano tra loro con l'intento di rendere il medesimo intrecciarsi di libri e arti figurative che è stato al centro del progetto federiciano e di suggerire le dimensioni del suo progressivo incremento. Per rendere maggiormente fruibile tale patrimonio di 'meraviglie', la mostra presenta un allestimento multimediale che restituisce al visitatore con maggior dettaglio la raffinatezza dei codici, delle miniature e dei dipinti, esaltandone l'unicità.

Ognuno dei capolavori esposti ha la sua meraviglia da esibire, e per ognuno è una meraviglia di genere diverso. Per alcuni, si tratta della esaltante bellezza delle miniature che ne decorano praticamente ogni foglio. Per altri, è il valore dell'operazione linguistica o culturale che essi conservano da secoli, tramandando testi o alfabeti che forse non ci sarebbero giunti. Altri ancora recano tracce di biografie illustri, oppure hanno trasmesso opere antiche nella forma in cui ancora oggi le studiamo a scuola, o hanno cambiato la storia del disegno e dell'arte, oppure arrivano da un passato davvero remoto. Qualcuno è stato letteralmente lavato e riusato, e reca oggi traccia di due scritture, altri sono di materiali delicati e preziosi come il papiro. Tutti, naturalmente, sono testimoni del loro tempo: di una particolare cifra stilistica in pittura, di una antica grafia, di un sapere, della storia di un popolo intero, oppure anche di una lezione di antichi dei e battaglie. E tutti parlano ancora oggi agli studiosi, che continuano a svelarne i segreti.

Davanti a ciascuno, infine, ci auguriamo che il visitatore possa scoprire da sé la sua personale idea di meraviglia.

CHIARA CONTINISIO, MARIA LUISA FROSIO, ELENA RIVA

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Pagina 22

Plinio, Naturalis Historia

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Pagina 52

'Amr bin Bahr al-Gāhiz, Kitāb al-Hayawān (Il Libro degli animali)

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Pagina 84

Sandro Botticelli, Madonna col Bambino e tre angeli

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Pagina 88

Luca Pacioli, De divina proportione

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Pagina 114

Aulo Gellio, Le notti attiche

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